L'articolo a cura della redazione del quotidiano di Feltri riesuma Benedetto Croce, che definiva "imbecilli" coloro che esigevano (ed esigono tutt'oggi) che il Parlamento non costituisse un'alternativa al carcere. Ora, io capisco la volontà del quotidiano di giustificare ideologicamente le persone che danno loro da mangiare, eppure credo che le parole di Croce meritino un'attenta analisi.
Beatevi assieme a me della brillantezza delle argomentazioni:
"È strano che [...] tutti chiedono e cercano e si procurano medici e chirurgi, onesti o disonesti che siano, purché abili in medicina e chirurgia, [...] mentre nelle cose della politica si chiedano, invece, non uomini politici, ma onest’uomini, forniti tutt’al più di attitudini d’altra natura."
Ora, non per criticare un uomo che non può difendersi, ma il paragrafo sopra riportato non ha il minimo senso logico, e costituisce una delle più grandi idiozie che abbia mai letto. Nell'accorato paragone, infatti, il Benedetto ha lasciato per strada qualche piccolo particolare:
1. direi che medicina e politica svolgono funzioni e trattano di ambiti giusto un po' differenti: il medico deve saper curare, il politico deve amministrare il paese (e non "essere un bravo politico", sono cose un po' diverse), e permettetemi di dire che esigere che un politico non infranga le leggi del paese che è chiamato a rappresentare mi sembra il minimo;
2. vorrei vedere se Croce si lascerebbe curare da un bravissimo chirurgo che, in passato, abbia usato la sua posizione per fare del male alla persona che aveva in cura. Allo stesso modo, io, se permettete, non vorrei lasciarmi governare da uno che usa la sua posizione per fare del male al suo paese.
Toltomi il sassolino dalla scarpa, vorrei chiedere a Feltri che senso aveva quell'articolo, perché -sinceramente- io qualcosa mi pare di averla capita, ma non vorrei dare giudizi affrettati...




